12/05/2007

Insomma, questo nuovo interfaccia non mi piace

...cosa imperdonabile: vi siete persi il primo post del blog del 19 ottobre 2003 nella trascrizione della nuova interfaccia ( e chissà quanti altri...)

Sarei quasi tentato di cancellare tutto, ma lo tengo qui per memoria storica.

Sicuramente qualcosa è cambiato...in negativo però.

03/05/2007

Dal passato: "Dalla terra", Mina

 

   E' incredibile cosa riesca a fare questa donna ancora a sessant'anni, malgrado sia lontana dalle scene e da un confronto diretto col suo pubblico. E ci manca, inutile passarci sopra. Il pregio dell'intera operazione stavolta è quella di restituire alla collettività brani forse misconosciuti, specie dai suoi ammiratori, attraverso il filtro della Sua Voce, così popolare e radicata nella memoria collettiva. Operazione commerciale o culturale? Poco importa davanti alla bellezza e alla cura che si ravvisa fin dalle prime note di questo "Dalla terra": Mina ha impiegato un anno prima di dare alle stampe questo lavoro, ha chiesto consigli a Luigi Nava e Massimo Lattanzi , ha chiamato un suo vecchio amico di avventure musicali ( dai tempi di "Improvvisamente" ), il Maestro Ferrio ( il quale firma anche le musiche di un testo attribuito a Bernardo di Chiaravalle ), ha reinciso due brani di cui non era particolarmente convinta in extremis. Segno che quando è "guidata" o esce dal solito entourage degli studi di Lugano, e vuole fare qualcosa di importante, è ancora in grado di regalare meraviglie ai suoi ammiratori. Chi è rimasto deluso dagli ultimi dischi della Signora, rivolti più che altro a un pubblico giovanile, non potrà restare impressionato negativamente da questo lavoro, già dal "Magnificat", con musiche di Frisina, il più alto esempio del disco di connubio tra l'impetuosità della tradizione classica e la voce di Mina, voce che prega, sussurra, e poi esplode nell'ultima preghiera della Madonna rivolta al figlio sulla croce nel "Pianto della Madonna", si fa sottile e acquista volume nei momenti di maggior intensità lirica, diventa cupa e chiaroscurale nel "Memorare", accompagnata da un violino e dagli archi ( che chiamano inequivocabilmente alla memoria album come "Mina quasi Jannacci" o la stessa "Una donna, una storia", uno dei suoi brani più drammatici, cantata in una delle ultime apparizioni in tv ). Formidabili gli "Amen" cantati nel disco: da quello supplichevole e quasi commosso del "Memorare" a quello urlato di "Omni die", da quello rasserenato e gioioso del "Veni creator spiritus" a quello "rotto" e conclusivo dell' "Ave Maria". I momenti più tranquilli e introspettivi dell'album sono forse "Quanno nascette ninno", riarrangiata in chiave jazz da Andrea Braido, e "Qui presso a te", di un'Anonimo del XIX secolo, che diventa una perfetta canzone pop nella rielaborazione del Maestro Ferrio. Ma il momento più importante dell'album, secondo me, è da rintracciarsi nel "Dulcis Christe", dove Mina gioca con la voce come ai tempi di "Plurale", e il risultato è veramente sconcertante. C'è da dire, a tutti quelli che l'hanno bistrattata e criticata a volte gratuitamente e anche in questa occasione, che ci sono un grande cuore e una grande intelligentia interpretativa in questo disco. Il coinvolgimento dell'artista nel progetto stavolta è palese. Chi non riesce a capire, passi oltre. C'è sempre Madonna...

(ottobre 2000)

11/04/2007

Vado avanti


 Mi guardo intorno e sono contento. Sono felice di poter riprendere quella parte di me che mi faceva stare bene. Ho ritirato fuori dalla custodia il basso elettrico, un vecchio Washburn bianco, e sono stato mezz'oretta ad accordarlo, anche se credo un ponte sia definitivamente andato. Ho ripreso in mano un disco della mia adolescenza, "Up in it", degli Afghan Whigs, e me lo sono centellinato, l'ho riscoperto, e riamato solco dopo solco. Ci ho ritrovato tutta la rabbia, tutta l'energia dei miei vent'anni. E bene o male sono contento di riprovare le stesse emozioni a trentatré anni. Sento che in fondo sono rimasto sempre quello e questo pensiero mi fa stare bene. Contro tutte le invidie, tutte le delusioni dei presunti amici, quelle passate e quelle che verranno. Un giorno forse ne farò un elenco, e ne potrebbe uscire un bel libro...

05/03/2007

C'era una volta l'amore (per sempre)

  Ne parlano tutti, come ogni anno, e come non potrei io che l'ho seguito (quasi) per intero con attenzione e passione (sì, perché adoro le grandi orchestre)?Bisogna dire che rispetto alla precedente edizione, la gara di Baudo è stata più giusta per i cantanti, togliendo di torno le eliminazioni, che già in passato hanno causato grandi disastri umani ed artistici. Se mi lasciate Bonolis per altri dieci anni in Mediaset, mi fate un gran favore, perché non lo sopporto. A pelle. 
La qualità delle canzoni: in realtà nulla di nuovo. Solo un bel minestrone dove mescolare generi, stili, voci nuove e voci vecchie. In realtà c'erano diverse cose inascoltabili e abbastanza standardizzate: la canzone di Moro ricorda i Zero Assoluto, ad esempio; quella della Romina romana ricorda le grandi hit d'oltreoceano, e così via. 

 
Non mi è piaciuta tutta questa prosopopea sui testi impegnati: a me il genere musicale proposto da Cristicchi non dice nulla, e, seppur ha costruito un bel testo, non mi basta, non mi basta. In questo nuovo (?) filone sono rimasto colpito solo dal testo di Faletti, interpretato da Milva, in realtà anche questo un filino troppo tradizionalista.
Ma la canzone più bella del Festival per me è stata "Amami per sempre", proposta da Amalia Grè: un tocco di classicità e di classe di cui si sentiva la mancanza tra le varie proposte. Il massimo è stato il duetto della cantante pugliese con la voce nera di Mario Biondi, che sì  è stato l'apice di tutta la kermesse (si può riguardare su www.youtube.com).
Tra le altre novità molto carina anche la canzone di Nada, "Luna in piena", una canzone molto "femminile" (come l'ha definita lei), che mi è sembrato anche il brano più moderno tra tutti, cioè al passo coi tempi. Non conosco bene la recente produzione della cantante di "Ma che freddo fa" (ma anche di "Amore disperato"), ma la sua partecipazione a Sanremo mi ha molto incuriosito...
C'è stato poi il ritorno di Dorelli, con un nuovo brano firmato Ferrio-Calabrese, e cos'altro ancora? A me non viene in mente più niente...

24/02/2007

Fermata alla fiera dell'est

 
 
   Era ricominciato tutto nell'estate 2003 ed era stato bello ritrovarsi con vecchi amici a suonare e a condividere la passione per la musica: la musica che è gioco, ma anche sostegno e tanto, tanto amore. Riscoprire la primordialità: suonare con un amplificatore, massimo due, e senza microfono in un box auto con le chitarre acustiche, il basso a volte acustico e le percussioni. Lasciare scorrere le note liberamente...E poi la voglia di rifare serate, o almeno provarci e quindi alla ricerca delle congas e di un altro chitarrista.
E' durata un annetto in cui abbiamo fatto tante, tante cose. Ed è stato il periodo più bello: riuscivamo ad andare in sala anche due volte a settimana. E poi la prima serata, la registrazione del demo, e tante idee e anche belle emozioni...
Poi un elemento cardine lascia, perché "suona troppo poco", perché le sue parti sono meno "coinvolgenti" dell'altro chitarrista: Gianluca se ne va. Ci resto male, ma oggi a posteriori ho anche capito meglio perché. E con lui se ne vanno anche le percussioni di Pierpaolo, ma con lui non c'era feeling proprio a livello mentale: due teste agli antipodi.
 Via alla ricerca di un altro amico da coinvolgere: dopo una pausa molto lunga, bisogna scegliere tra un batterista poco tecnico e uno più tecnico e anche amico di vecchie importanti storie musicali. La scelta cade su quest'ultimo, ma non sono convinto e d'altronde non sono io a decidere per tutti: l'entusiasmo però è forte e sentire di nuovo il tocco magico di Marco caccia via i brutti pensieri. Ma me lo sento che quella storia non durerà: sento che per lui non è così importante come per me e per gli altri (sento anche che è fortemente condizionato e che anche le nostre teste sono un bel po' diverse) ed è una sensazione che dopo qualche mese diventerà una realtà concreta. Riuscire ad organizzare una serata diventa un'impresa, complici anche diversi seri accadimenti. E poi dopo un anno riuscire a vedersi in sala diventa sempre più difficile.
Di fatto la band non suona più, o raramente, e si avverte stanchezza. Antonio suona con mille gruppi e non ricorda più le parti, Marco è sommerso dal lavoro e dalla famiglia.

Di fatto gli East non suonano più. 
E' finita? 

 

29/01/2007

Nemici



   Capita anche a me di guardare i programmi Mediaset costruiti intorno alla De Filippi, in particolar modo questo "Amici", una gara canora-ballerina-recitativa che vede dibattersi giovanissimi aspiranti. Al di là dell'età dei giovani concorrenti, e al di là delle loro prove, ogni puntata di questa "fiction" è movimentata dalle reazioni dei ragazzi, giovanissimi e molto immaturi, alla veduta di alcuni "rvm" (parola che ricorre nella trasmissione diecimila volte...) girati all'insaputa (?) della squadra avversaria, dove ogni concorrente si lascia andare più o meno sinceramente a commenti su quello o l'altro avversario, in modo poi da scatenare ulteriori reazioni e scambi di parole da celebrolesi tra una gara e l'altra. Insomma, se ti fermi a guardare una gara tra aspiranti, anche un po' montatelli e privi di spirito autocritico tipico dell'età, in realtà assisti a una litigata tra pischelli e pischellette. La lite come vero tema d'intrattenimento. Non se ne può più. Tant'è che mai titolo di programma è stato così sbagliato. Ma d'altronde la volgarità e il turpiloquio dilagano ovunque, abbassando il nostro grado culturale, diciamo pure inzozzandolo, e piegandoci alla verità del tubo catodico. Così quando anche una concorrente del "Grande Fratello", durante le nomination, avverte la Marcuzzi: "Di là si sente tutto", quest'ultima abilmente glissa e dice: "Ma no! Si sente solo all'inizio...".




Noi ovviamente continueremo a guardare e a sentire, passivamente.


25/01/2007

Cold War Kids


 E' il mio piccolo grande tormentone di questi giorni. Un nuovo gruppo che nel 2006 ha pubblicato il suo primo album. Questa "Hang me up to dry" ha una forza devastante come il suono del basso, capace di fissarsi in testa e non abbandonarti più. Finalmente!
 
http://www.youtube.com/watch? v=snQW28vYH8s

 

17/01/2007

Tornare


 Tornare lentamente a rifare tutte le cose di prima: tornare in ospedale per gli esami futuri, tornare in sala a suonare. Certamente con uno spirito diverso, e con maggiore autocoscienza, direi. A tratti braccato da pensieri funesti, ma inevitabilmente nel sociale, e a contatto cogli altri. Così in questo periodo è passata in secondo piano la notizia della nascita di Sofia, a dicembre, la bambina di Marco, il nostro batterista. La legge della natura: spietata e costante. Anche se dicono che tra qualche anno non ci saranno nemmeno i ghiacciai delle Alpi. Dico, ma se lo sanno, perché non fanno qualcosa? Io nel mio piccolo ci penso già.
Tornare a suonare, ma in una condizione non proprio ottimale: io raffreddato e senza voce, Ale con una nuova pettinatura molto dandy con la frangia alta tutta portata da un lato (e con la chitarra), Antonio un po' più grasso che sperimenta nuovi suoni con la sua maxi-pedaliera, e Marco che dice che sembriamo un gruppo di quattordicenni. Ma almeno qualche risata ci scappa. E il suono è duro e acido, come i migliori Afterhours e i Nirvana più estremi.
Intanto fuori è arrivato gennaio, coi suoi temporali e il cielo plumbeo.

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